letture

Marilena De Bonis
L’ARTE DELLA MEMORIA E LA MEMORIA NELL’ARTE.
SIMBOLI E ALLEGORIE DEL CORO DI SAN DOMENICO IN COSENZA

ISBN 88-900473-0-5 16x23 cm, 180 pp. + 52 pp. 41 ill. b/n, euro 13 (2 voll.)
Il libro è la sintesi di un lungo e appassionante lavoro di ricerca condotto dall’autore che ha indagato sulle singole raffigurazioni del coro ligneo della chiesa di San Domenico di Cosenza: l’intento è stato quello di penetrare nella atmosfera universale che solo l’uso del linguaggio simbolico riesce a proporre e di rintracciare un percorso mentale, ma anche emotivo ed interiore, proprio di parte della nostra cultura.

Tobia Cornacchioli, Luciana De Rose, Beniamino Fioriglio, G. Piero Givigliano, Dora Ricca
ALARICO RE DEI VISIGOTI
I FATTI DELLA STORIA E DEL MITO NELLA IDENTITÀ COSENTINA

ISBN 88-900473-1-3, 16x23 cm, 172 pp., ill. b/n, euro 13
Il testo raccoglie alcuni saggi inerenti la storia del popolo barbaro, le vicende del re visigoto, le leggende sui luoghi della sepoltura e sul famoso tesoro, il progetto di un museo multimediale. La sistematicità dello studio fornisce una esauriente ricomposizione della storia e delle leggende legate ad Alarico.

Donatella Chiodo, Luigi Cipparrone, Franco Flaccavento
IL TEATRO DEI COSENTINI
Il rendano: origini e decorazioni

ISBN 88-88343-08-3, 16x23 cm, 112 pp., 50 ill. b/n, euro 11
I molteplici aspetti legati alle storia delle origini ed alle vicende per la realizzazione delle decorazioni del Comunale di Cosenza, oggi teatro di tradizione A. Rendano, sono, nella complessità delle componenti e delle forme, l’oggetto di uno studio che ripropone il fascino misterioso di un luogo sinonimo di musica e tradizione culturale. La reale tortuosità dell’itinerario percorso dagli autori non segue soltanto la direttrice della ufficialità, ma passa anche, tra dubbi e certezze, tra ricordi e testimonianze racchiuse negli archivi, attraverso una storia fatta di crolli, ricostruzioni, inaugurazioni, vandalismi, invidie, ricorsi, facendo comunque riaffiorare dalle nebbie del passato quella volontà ad una identità culturale che è propria dell’anima e della memoria culturale della città dei Bruzi.

Renata Ciaccio
FAMIGLIE E DENARO
Mobilità sociale e attività creditizie a Cosenza tra settecento e Ottocento

ISBN 88-88343-06-7, 16x23 cm, 112 pp., euro 11
Questo libro ricostruisce, attraverso tre storie familiari di gruppi appartenenti a diverse categorie socia1i, il meccanismo del credito in una realtà urbana meridionale di ancien régime, sprovvista di istituti di credito e dove i prestiti e l’usura erano gestiti da privati ed erano a1imentati da una numerosa clientela. L’autrice, attraverso l’utilizzo di una grande quantità di materiale di archivio, segue i suoi personaggi, nobili, borghesi e popolani, attraverso la gestione di terre e di palazzi aviti, le consuetudini ereditarie che privilegiano alcuni figli a scapito di altri, l’amministrazione del denaro. Identità sociali, comportamenti economici e ruoli familiari si intrecciano mentre il microcosmo della famiglia diffonde i propri valori all’intemo di una società ancora feuda1e, ma dove lentamente si avvertono i segni di una progressiva evoluzione.

Renata Ciaccio
RISORSE FEMMINILI
Storia di donne nella società calabrese tra settecento e Ottocento

ISBN 88-88343-10-5, 16x23 cm, 128 pp., euro 13
In questo saggio l’autrice, utilizzando diverse fonti di archivio, indaga sulla capacità delle donne di operare scelte individuali nella società calabrese tra Settecento e Ottocento, evidenziando nel contempo limiti e condizionamenti sociali e familiari.Dalla ricerca emerge una immagine variegata di donne (nobili, borghesi, suore, contadine, serve) che utilizzano risorse femmnili nel tentativo di modificare quel destino di subordinazione e di emarginazione che la società del tempo aveva loro assegnato.

Katia Massaro
L’EMIGRAZIONE “SOVVERSIVA”
Storie di anarchici calabresi all’estero
prefazione di Amelia Paparazzo

ISBN 88-88343-13-X, 16x23cm, 144 pp., euro 13
L’emigrazione calabrese è stata studiata sotto varie forme da parte di numerosi autori. Questo lavoro si propone di analizzarne un aspetto particolare: la politicizzazione dei calabresi all’estero, il loro ingresso in circuiti politici internazionali e il contributo portato a partiti e movimenti considerati “sovversivi”. Attraverso lo studio di fonti archivistiche di prima mano, l’autrice esamina le attività di tutti i calabresi definiti anarchici dalle autorità di Pubblica Sicurezza, di quelli più noti (come Francesco Barbieri e Francesco Maria Galasso) e di tanti altri del tutto sconosciuti, restituendoci integralmente il ruolo che svolsero nei paesi di adozione e il modo in cui venivano percepiti e rappresentati dagli apparati governativi, dalle autorità diplomatiche e dai loro compagni.

Alessia Travo
ATLETI: DALLE FESTE RELIGIOSE IN MAGNA GRECIA AGLI AGONI DI OLIMPIA
prefazione di Giovanna De Sensi Sestito; contributo archeologico di Guglielmo Genovese

ISBN 88-88343-59-8, 16x23cm, pp. 196, 41 ill. b/n, euro16,50
I giochi olimpici furono sempre metro di paragone e ambizione delle principali città greco-occidentali e, se numerose poleis organizzavano gare, agoni e concorsi nell’ambito di importanti manifestazioni religiose, di eccezionale portata furono i tentativi compiuti da Sibari e Crotone di istituire un proprio certamen panellenico che avrebbe dovuto superare in splendore e forma proprio i gloriosi giochi olimpici. Gli atleti magnogreci detennero un primato assoluto tra il VI ed il IV secolo avanti Cristo: in particolar modo quelli di Crotone, le cui eccellenti doti fisiche valsero alla città la proverbiale espressione l’ultimo dei Crotoniati vale il primo degli Elleni. E non a caso il più famoso atleta dell’antichità fu proprio il crotoniate Milone.

Giovanni Sole
GLI SPAVENTAPASSERI
Figli di un dio minore

ISBN 88-88343-48-2, 16x23 cm, pp. 84, 30 ill. b/n, euro 8
Più che per le loro finalità pratiche, gli spaventapasseri sono buoni da pensare e da rappresentare. Da divinità per superare le ansie legate alla crescita delle piante, da strumento per espellere le minacce che provenivano dal mondo soprannaturale, da totem per scoraggiare i ladri che saccheggiavano gli orti, da esseri divini in grado di allontanare o neutralizzare le malie, gli spaventapasseri sono diventati un simbolo per riavvicinare gli uomini al mondo della natura e per combattere il degrado dell’ambiente.
Anche se hanno perso del tutto i loro significati religiosi e magici, mantengono inalterata la loro struttura archetipica e la loro carica simbolica. Come in passato sono capaci di assumere aspetti che esprimono sentimenti contrastanti, rappresentando una metafora di significati che spinge gli uomini ad interrogarsi e a riflettere. La loro figura antropomorfa è una materializzazione e una metafora della vita e del dramma umano.

Franco Michele Greco
L'ECCE HOMO

Arte, leggenda e spiritualità in una scultura del '600

ISBN 978-88-88343-60-0, 16x23 cm, pp. 84, 68 ill. b/n, 30 ill. b/n, euro 18
Intorno alla statua in legno dell’Ecce Homo (sec. XVII) fioriscono, lungo il corso dei secoli, le più svariate leggende legate all’immagine del Cristo sofferente, vero “tronco di pena”.
L’autore, con la sua ricerca e le sue riflessioni, si propone di far luce sulle origini del culto del SS. Ecce Homo, non mancando di prestare attenzione, attraverso fonti scritte e orali, agli eventi ed ai protagonisti che, seppur minori, svolsero tuttavia un significativo ed incisivo ruolo, dimostrando al contempo l’attualità dell’affermazione che non esiste culto senza devozione e viceversa.
La ricerca non ha pretesa di chiudere in maniera definitiva lo studio sulla spiritualità, la storia, le tradizioni legate al culto del SS. Ecce Homo, ma intende comunque dare il suo contributo per ulteriori approfondimenti.

Antonio Scarcello
SAN FRANCESCO DA PAOLA

La tradizione religiosa e l'influsso carismatico della sua personalità sulla società, le isitituzioni e la vita culturale

ISBN 978-88-88343-63-1, 16x23 cm, pp. 88, 8 ill. b/n, euro 8
San Francesco continua a suscitare meraviglia e interesse, proponendosi ai nostri occhi come un gigante di santità, un approdo sicuro nel mare periglioso dell’esistenza, un eccezionale uomo di preghiera ricolmo di penitenza e fedele ai dettami di un’intransigente sequela Christi.
Come si spiega tutto ciò? Perché il suo farsi «esempio di umiltà e seme di testimonianza» appare ancora oggi un messaggio dirompente? A cosa si deve questa sua fragrantia spirituale sempre rinnovata? Ed ancora: come mai questo «gran servo et amico di Dio», divenuto esemplarmente «idiota per Dio», non vuol saperne di abbandonarsi all’oblio della storia?

AA.VV.
COSENZA E LA CALABRIA AL TEMPO DI TELESIO
Un percorso culturale

ISBN 978-88-88343-87-7, 16x23 cm, pp. 190, ill. b/n, euro 18
Nel quadro di una lunga ed operosa attività culturale impegnata da ormai quattordici anni nel compito di far conoscere e vivere ai cittadini ed ai visitatori il ricco patrimonio culturale della città di Cosenza si inseriscono iniziative di vario tipo, che di anno in anno sviluppano con continuità tenace e mirata differenti argomenti, tutti collegati ad una tematica unica, quella del recupero del senso di appartenenza e di responsabilità individuale e collettiva nei confronti di importanti ed imprescindibili valori che caratterizzano le nostre comuni radici culturali. Con il progetto "Cosenza nella storia –Arte,cultura,animazione per le antiche strade ...di Telesio" il laboratorio culturale "Cosenza che vive" è entrato a far parte del "Comitato nazionale per le celebrazioni dell ’anno telesiano", che si è insediato presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 13 luglio 2009. Questo volume racchiude gli interventi e le mostre che del progetto "Cosenza nella storia" sono parte integrante.

Kráthis, letteratura e storia
L’alluvione del 24 novembre 1959 a Cosenza nelle foto di Antonio Cannataro

a cura di Stefania Bosco e Francesca Cannataro
ISBN 978-88-88343-88-4, 16x23 cm, pp. 112, ill. b/n, euro 10

Francesco Caravetta
I PECCATI CHE VAGISCONO. Bambini abbandonati, ruotari e balie nella Calabria dell'Ottocento

ISBN 978-88-88343-80-6, 16x23 cm, pp. 136, euro 13
La ricerca che l’autore propone mette in luce un aspetto della nostra storia che tutti intuiscono, ma di cui nessuno ha mai conosciuto esattamente la reale portata e l’impatto sociale che ha provocato: l’abbandono dei neonati. L’autore confuta l’opinione diffusa che i bambini abbandonati siano stati il frutto del concubinaggio della classe nobiliare, derivante dalla pratica del maggiorascato che impediva, di fatto, ai figli maschi successivi al primogenito di accedere al matrimonio. Attraverso le relazioni interrcorrenti tra le condizioni igieniche dei centri abitati, lo stile di vita del proletariato e sottoproletariato urbano, l’anomala mancanza di controllo sociale nelle relazioni di vicinato e le condizioni oggettive in cui venivano ritrovati i bambini, viene proposta una chiave di lettura diversa del fenomeno: è la promiscuità nei rapporti interpersonali a generare l’abbandono. La ricerca indaga l’altissima mortalità dei trovatelli e le cause che la provocavano, scoprendo verità sconvolgenti anche attraverso l’analisi dei cognomi, spesso bizzarri se non dispregiativi, che venivano attribuiti ai bambini abbandonati ed è integrata da un lunghissimo elenco di bambini abbandonati tra il 1840 ed il 1865, diviso per comune di nascita e completo dei dati anagrafici.

Franco Michele Greco
GENTE CALDERAIA. Viaggio nella civiltà calderaia tra l'arte del passato e il vuoto del presente.

presentazione di Vito Teti
ISBN 978-88-88343-95-2, 16x23 cm, pp. 224, ill col/bn, euro 20
Con questo libro, Franco Michele Greco offre un importante contributo non solo a Dipignano, ma anche alla storia della Calabria, arricchendola di un altro importante tassello. L’autore apre una finestra luminosa sull'attività più coinvolgente della comunità dipignanese fin dai suoi primordi, quella della lavorazione dell'oro rosso, praticata nel corso dei secoli e oggi patrimonio privilegiato di pochi artigiani, per i quali creatività, passione e abilità tecniche hanno rappresentato elementi imprescindibili del loro fare. Anticamente chiamato “paese dal cielo di rame”, Dipignano era considerato il fulcro della produzione artigianale dei manufatti in rame della Calabria intera. Nelle forge ramare, infatti, si consumavano i gesti di un antico lavoro realizzato con l’ausilio del martello e dei mantici sul fuoco da maestri capaci di trasformare un foglio di rame in una “quadara”. Questo libro, scritto con il cuore, approfondisce la storia della remota industria del rame, in tutte le sue peculiarità e, grazie anche alla testimonianza dei calderai dell’ultima generazione, purtroppo maestri senza eredi, fa rivivere una “favola” bella, antica, ma ancora capace di emozionarci.