C’era una volta la guerra

dai 14 anni

>al Teatro Karol, Castellammare di Stabia (NA)

  • per il tempo libero sabato 9 febbraio 2019 ore 20

Davvero l’umanità non può fare a meno della guerra? È una inevitabile condanna? Cosa ci porta a credere che non si possa fare altrimenti e perché? Attraverso fatti e personaggi emblematici, dialoghi, canzoni, riflessioni, l’attore Mario Spallino ripercorre la storia di questi ultimi decenni per mostrarci che la guerra – che ci riguarda tutti da vicino, il nostro benessere, il nostro pianeta – non è inevitabile.

“C’era una volta la guerra” è un titolo che potrebbe sembrare un’utopia. Utopia non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi. Non significa fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora e dargli la possibilità di accadere. Il nostro modo di pensare la guerra è un modo senza alternativa. Perché? Sappiamo che ci vorrà tempo e coraggio. Eppure se ricordassimo tutto quello che l’umanità è riuscita a fare collaborando – e non guerreggiando – avremmo ragione di credere che si può, si deve, fare a meno della guerra.

Dire che il conflitto è inevitabile, che la guerra è geneticamente programmata nella natura umana, è ormai una favola per spaventare i bambini, smentita dalla scienza: un individuo non nasce fatto in un certo modo o in un altro, un individuo, come una collettività, si costruisce. Si costruisce attraverso l’educazione. Questo spettacolo vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso l’utopia.

una produzione Compagnia Emergency Ong Onlus
con Mario Spallino; drammaturgia e regia Patrizia Pasqui; musiche Guido Tongiorgi; scenografia Andrea Coppi.

teatro d’attore e musica
75 minuti

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C’era una volta la guerra

dai 14 anni

>al Teatro dei Piccoli, Napoli

  • per il tempo libero venerdì 8 febbraio 2019 ore 20

Davvero l’umanità non può fare a meno della guerra? È una inevitabile condanna? Cosa ci porta a credere che non si possa fare altrimenti e perché? Attraverso fatti e personaggi emblematici, dialoghi, canzoni, riflessioni, l’attore Mario Spallino ripercorre la storia di questi ultimi decenni per mostrarci che la guerra – che ci riguarda tutti da vicino, il nostro benessere, il nostro pianeta – non è inevitabile.

“C’era una volta la guerra” è un titolo che potrebbe sembrare un’utopia. Utopia non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi. Non significa fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora e dargli la possibilità di accadere. Il nostro modo di pensare la guerra è un modo senza alternativa. Perché? Sappiamo che ci vorrà tempo e coraggio. Eppure se ricordassimo tutto quello che l’umanità è riuscita a fare collaborando – e non guerreggiando – avremmo ragione di credere che si può, si deve, fare a meno della guerra.

Dire che il conflitto è inevitabile, che la guerra è geneticamente programmata nella natura umana, è ormai una favola per spaventare i bambini, smentita dalla scienza: un individuo non nasce fatto in un certo modo o in un altro, un individuo, come una collettività, si costruisce. Si costruisce attraverso l’educazione. Questo spettacolo vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso l’utopia.

una produzione Compagnia Emergency Ong Onlus
con Mario Spallino; drammaturgia e regia Patrizia Pasqui; musiche Guido Tongiorgi; scenografia Andrea Coppi.

teatro d’attore e musica
75 minuti

 card LIBERI TUTTI
a 5 ingressi (€ 35) o a 10 ingressi (€ 60) a scelta tra tutti i titoli per il tempo libero del cartellone teatrale YOUNG
(prenotazione e preacquisto obbligatorio a Le Nuvole) e riduzioni sulle altre rassegne al Teatro dei Piccoli, nei musei e siti archeologici, sala Assoli e Teatro Karol.

 

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El retablo de Don Cristòbal in spagnolo

dagli 8 anni, scuole primaria e secondarie I e II grado – in lingua spagnolo

>al Teatro dei Piccoli, Napoli

  • per la scuola martedì 12 e mercoledì 13 febbraio 2019 ore 9.30 e 11.30

Con un discorso di apertura si introduce Il Teatrino di Don Cristobal, atto unico di Federico Garcia Lorca, rappresentato per la prima volta nel 1931. Attraverso questo espediente di teatro nel teatro, l’autore dichiara al pubblico la natura della sua opera e la poetica che la anima. Il Teatrino è una farsa guignolesca, termine che nasce dal nome di una marionetta, chiamata appunto Guignol, dal carattere protervo, forte, coriaceo, impertinente e irriverente che difende con fermezza i propri diritti sui potenti.

La vicenda è incentrata sulla figura del burbero Don Cristobal, che, in cerca di moglie, stipula un contratto di matrimonio con la madre di Rosita, giovane fanciulla esuberante. Le rocambolesche avventure dei tre protagonisti sono intramezzate dalle riflessioni del poeta, che disserta sul valore della poesia e la forza della fantasia.

Lo spettacolo, interpretato da attori madrelingua, diverte e coinvolge, grazie ad una messa in scena conforme alla grande tradizione del teatro popolare e attraverso il gioco del teatro offre spunti di riflessione sul grande potere dell’immaginazione.

una produzione La Mansarda Teatro dell’Orco (Caserta)
con Nuria Espinosa, Marc Joi, Josefina Torino; consulenza Roberta Sandias; regia Maurizio Azzurro.

teatro d’attore, interazione con il pubblico in lingua spagnola
60 minuti

MEDIE. Plico Didattico. El Retablillo de Don Cristóbal  + Plico Medie_risposte – SUPERIORI. Plico Didattico El Retablillo de Don Cristóbal + Plico Superiori_risposte

1.prenotazione_spettacolo_lingua_straniera_18_19

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MARE MATER

dai 14 anni

>a Sala assoli, Napoli

  • per il tempo libero venerdì 25 gennaio, sabato 26 gennaio, venerdì 1 febbraio e sabato 2 febbraio ore 20:30; domenica 27 gennaio e domenica 3 febbraio ore 18:00
    per la scuola martedì 29, mercoledì 30 e giovedì 31 gennaio 2019 ore 11

Negli anni tra il 1913 e il 1928, Napoli fu al centro dell’interesse pedagogico internazionale per un esperimento educativo straordinario, che si realizzò sulla Nave-Asilo “Caracciolo”, una piro-corvetta in disuso. A dirigere la “Caracciolo”, fu chiamata Giulia Civita Franceschi (1870-1957) che in 15 anni di attività raccolse nei vicoli di Napoli oltre 750 ragazzi, sottraendoli a una condizione di abbandono e delinquenza e indirizzandoli ai mestieri del mare. Il Sistema Civita, molto apprezzato da Maria Montessori, poneva al centro i valori della dignità legata al lavoro, della solidarietà e soprattutto degli affetti.

Non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi ma fu piuttosto una ‘comunità’ in ogni fanciullo, conosciuto e rispettato nei propri bisogni nonché incoraggiato e valorizzato nelle proprie tendenze, veniva “aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico” per diventare un individuo libero e responsabile, pronto ad avere un ruolo attivo nella vita sociale.

Una vicenda che ci restituisce l’impronta profonda dell’azione educativa, il senso di responsabilità che comporta esserne gli artefici, il dono della consapevolezza delle potenzialità di ognuno, scugnizzo o marinaretto che sia. Una pagina del passato che dovrebbe rafforzare l’identità comunitaria del presente, per farsi, direbbe Georg Simmel, “memoria morale dell’umanità”.

una produzione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole
con Manuela Mandracchia, Luca Iervolino, Giampiero Schiano; un progetto di Fabio Cocifoglia, uno spettacolo di Fabio Cocifoglia e Alfonso Postiglione

teatro d’attore
75 minuti

abbonamenti Hip/Hop a 10 spettacoli intero € 115 – ridotto € 65 (under 35, studenti Accademia Belle Arti, conservatori musicali scuole teatro e danza, abbonati Teatro Nuovo e Teatro dei Piccoli)

 

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MARE MATER

dai 14 anni

>a Sala assoli, Napoli

  • per il tempo libero venerdì 25 gennaio, sabato 26 gennaio, venerdì 1 febbraio e sabato 2 febbraio ore 20:30; domenica 27 gennaio e domenica 3 febbraio ore 18:00
    per la scuola martedì 29, mercoledì 30 e giovedì 31 gennaio 2019 ore 11

Negli anni tra il 1913 e il 1928, Napoli fu al centro dell’interesse pedagogico internazionale per un esperimento educativo straordinario, che si realizzò sulla Nave-Asilo “Caracciolo”, una piro-corvetta in disuso. A dirigere la “Caracciolo”, fu chiamata Giulia Civita Franceschi (1870-1957) che in 15 anni di attività raccolse nei vicoli di Napoli oltre 750 ragazzi, sottraendoli a una condizione di abbandono e delinquenza e indirizzandoli ai mestieri del mare. Il Sistema Civita, molto apprezzato da Maria Montessori, poneva al centro i valori della dignità legata al lavoro, della solidarietà e soprattutto degli affetti.

Non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi ma fu piuttosto una ‘comunità’ in ogni fanciullo, conosciuto e rispettato nei propri bisogni nonché incoraggiato e valorizzato nelle proprie tendenze, veniva “aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico” per diventare un individuo libero e responsabile, pronto ad avere un ruolo attivo nella vita sociale.

Una vicenda che ci restituisce l’impronta profonda dell’azione educativa, il senso di responsabilità che comporta esserne gli artefici, il dono della consapevolezza delle potenzialità di ognuno, scugnizzo o marinaretto che sia. Una pagina del passato che dovrebbe rafforzare l’identità comunitaria del presente, per farsi, direbbe Georg Simmel, “memoria morale dell’umanità”.

una produzione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole
con Manuela Mandracchia, Luca Iervolino, Giampiero Schiano; un progetto di Fabio Cocifoglia, uno spettacolo di Fabio Cocifoglia e Alfonso Postiglione

teatro d’attore
75 minuti

abbonamenti Hip/Hop a 10 spettacoli intero € 115 – ridotto € 65 (under 35, studenti Accademia Belle Arti, conservatori musicali scuole teatro e danza, abbonati Teatro Nuovo e Teatro dei Piccoli)

 

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MARE MATER

dai 14 anni, scuole secondarie I e II grado

>a Sala assoli, Napoli

  • per il tempo libero venerdì 25 gennaio, sabato 26 gennaio, venerdì 1 febbraio e sabato 2 febbraio ore 20:30; domenica 27 gennaio e domenica 3 febbraio ore 18:00
    per la scuola martedì 29, mercoledì 30 e giovedì 31 gennaio 2019 ore 11

Negli anni tra il 1913 e il 1928, Napoli fu al centro dell’interesse pedagogico internazionale per un esperimento educativo straordinario, che si realizzò sulla Nave-Asilo “Caracciolo”, una piro-corvetta in disuso. A dirigere la “Caracciolo”, fu chiamata Giulia Civita Franceschi (1870-1957) che in 15 anni di attività raccolse nei vicoli di Napoli oltre 750 ragazzi, sottraendoli a una condizione di abbandono e delinquenza e indirizzandoli ai mestieri del mare. Il Sistema Civita, molto apprezzato da Maria Montessori, poneva al centro i valori della dignità legata al lavoro, della solidarietà e soprattutto degli affetti.

Non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi ma fu piuttosto una ‘comunità’ in ogni fanciullo, conosciuto e rispettato nei propri bisogni nonché incoraggiato e valorizzato nelle proprie tendenze, veniva “aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico” per diventare un individuo libero e responsabile, pronto ad avere un ruolo attivo nella vita sociale.

Una vicenda che ci restituisce l’impronta profonda dell’azione educativa, il senso di responsabilità che comporta esserne gli artefici, il dono della consapevolezza delle potenzialità di ognuno, scugnizzo o marinaretto che sia. Una pagina del passato che dovrebbe rafforzare l’identità comunitaria del presente, per farsi, direbbe Georg Simmel, “memoria morale dell’umanità”.

una produzione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole
con Manuela Mandracchia, Luca Iervolino, Giampiero Schiano; un progetto di Fabio Cocifoglia, uno spettacolo di Fabio Cocifoglia e Alfonso Postiglione

teatro d’attore
75 minuti

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CAPPUCCETTO ROSSO premio EoloAwards2019

dai 6 anni

>al Teatro Ghirelli, Salerno

  • per il tempo libero domenica 3 novembre 2019 ore 17
    per la scuola lunedì 4 novembre 2019 ore 9.30 e 11.30

La famosa fiaba per bambini CAPPUCCETTO ROSSO sale sul palcoscenico del Teatro Ghirelli a Salerno nell’adattamento di teatro danza con acrobati che porta la firma di Michelangelo Campanale, ottenendo il Premio EoloAwards 2019 come miglior spettacolo.

Un lupo si prepara a cacciare. Qualsiasi animale del bosco, può andar bene; l’importante è placare la fame. Ma la sua preda preferita è Cappuccetto Rosso. Come in un sogno ricorrente o in una visione, cura ogni dettaglio della sua cattura: un sentiero di fiori meravigliosi è l’inganno perfetto. Questo però gli costerà la vita. Così è scritto, da sempre.

In questo show che chiamiamo vita, egli non è soltanto un lupo, ma IL LUPO, che non vince… ma non muore mai. Un Cappuccetto Rosso che arriva da lontano e, grazie alla scrematura del tempo, racconta argomenti legati alla vita, in maniera semplice, ma esatta.

Le relazioni tra i personaggi e la dinamica della storia si rivelano sulla scena attraverso il corpo, il linguaggio non parlato, ispirato all’immaginario dei cartoni animati di inizio ‘900; le luci, i costumi e le scene si compongono in una danza di simboli, citazioni pittoriche (Goya, Turner, Bosch, Leonardo da Vinci), che ridisegnano la fiaba con la semplicità di ciò che vive da sempre e per sempre.

Vincitore del premio EoloAwards 2019 come Miglior Spettacolo
Per essere riuscito, attraverso l’estro registico e compositivo di Michelangelo Campanale, a ricostruire una nuova originale versione della celebre fiaba, dove la danza e il teatro, fra citazioni pittoriche e cinematografiche, si uniscono per concorrere a un risultato di grande spessore, riuscendo a suggerire ed esplicitare molti dei sottotesti che la fiaba propone.

 

teatro danza, arti visive, cinema, film d’animazione, musica
50 minuti
produzione Tra il dire e il fare/ Compagnia Eleinad; drammaturgia, regia, scene e luci Michelangelo Campanale | con i danzatori EleinaD Claudia Cavalli, Erica Di Carlo, Francesco Lacatena, Marco Curci, Roberto Vitelli | coreografie Vito Cassano | assistente alla regia
Annarita De Michele | costumi Maria Pascale | video Leandro Summo

 

info biglietteria e prenotazioni
€7 a studente / abbonamento a 3 spettacoli €18 – gratuito per i docenti accompagnatori
prenotazione obbligatoria con modulo_prenotazione_spettacolo_19_20 previo accordo telefonico allo 0812395653 o mail a [email protected] (feriali 9/17)

vai a leNuvole Young2019_20

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMLETINO

dai 9 anni, scuola primaria (ultimi anni) e secondarie I e II grado

>al Teatro dei Piccoli, Napoli

  • per il tempo libero mercoledì 16 gennaio 2019 ore 17
    per la scuola mercoledì 16 gennaio 2019 ore 9.30

L’Amletino è un ottimo esempio di teatro universale ed è uno dei testi più importanti della cultura e della filosofia occidentale. Il lavoro è una riscrittura dell’originale shakespeariano dove i concetti fondamentali di vendetta, potere, famiglia, tradimento, sovrannaturale, sono riportati seriamente ma in modo leggero. Partiamo dall’inizio, dalla morte di un grande Re, il Re Amleto! Suo figlio Amletino lo incontra, ormai fantasma, sulle mura del castello di Elsinor! Il Re non è morto per cause naturali: è stato assassinato! Amletino dovrà vendicare suo padre ma non sarà così semplice e la sua vendetta avrà un prezzo molto alto da pagare.
Lo spettacolo si muove all’interno di uno spazio bianco, dove tre attori, interagiscono con dei moduli scenografici come se fossero mattoncini giocattolo Lego, con cui costruiscono via via le scene dove la tragedia ha luogo.

La struttura drammaturgica ricalca l’originale Shakespeariana dove alcuni momenti di riscrittura, pur non tradendo le parole del bardo, ne attenuano il carattere tragico accentuandone i toni leggeri e da commedia.
Amletino è un gioco naturale e complesso, un gioco dove parole, immagini, scenografie, musica e capacità attoriale danno vita ad un viaggio all’interno delle domande fondamentali dell’essere umano e come ogni gioco a cui si gioca, lo si fa seriamente.

una produzione KanterStrasse
con Luca Avagliano, Simone Martini e Alessio Martinoli; regia e drammaturgia Simone Martini; disegno luci Marco Santambrogio; scene e costumi Eva Sgrò; illustrazioni Andrea Rauch
organizzazione Elisa Brilli. Con il sostegno di Regione Toscana

teatro d’attore
50 minuti

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Le avventure di Pulcino

dai 3 anni

>al Teatro dei Piccoli, Napoli

per il tempo libero domenica 14 aprile 2019 ore 11
per la scuola lunedì 15 e martedì 16 aprile 2019 ore 9.30 e 11.30

Tutto inizia in una bottega dove vive Gelsomina, che di mestiere fa l’aggiusta cose. Tutti i giorni, in compagnia della sua fidata radio, apre la sua bottega. Un bel giorno arriva una vecchia valigia con dentro un pulcino di stoffa che, appena riparato, inizia a vivere una nuova vita. Qui iniziano le avventure di Pulcino in cerca di una mamma, perché si sa che la prima cosa che cerca un cucciolo è la mamma! Ad aiutarlo in questa ricerca, insieme a Gelsomina, da un’astronave fatta di un’accozzaglia di oggetti da cucina arriva anche uno strampalato anatroccolo proveniente dallo spazio che si metterà a capo della spedizione “Cerca una mamma per Pulcino”.

Un viaggio che li porterà in una città puzzolente fatta di cartoni, poi in un bosco di ombrelli e ventagli ed infine in un enorme mare blu.
Tra scoperte, avventure ed incontri con improbabili mamme, seguiremo la storia di Pulcino, fino all’epilogo finale dove, finalmente troverà affetto e serenità tra le braccia di Gelsomina.

Spettacolo realizzato tramite l’uso di oggetti di recupero, con pupazzi mossi su di un grande tavolo che trasformandosi, diventa di volta in volta la base per le scene. Il tutto arricchito da musiche originali e canzoni cantate dal vivo.

una produzione ATGTP
r
egia Francesco Mattioni; con Lucia Palozzi; scene e costumi Marina Montelli; musiche originali Simone Guerro e Nicola Paccagnani.

teatro di narrazione, per attore e pupazzi
50 minuti

 card LIBERI TUTTI
a 5 ingressi (€ 35) o a 10 ingressi (€ 60) a scelta tra tutti i titoli per il tempo libero del cartellone teatrale YOUNG
(prenotazione e preacquisto obbligatorio a Le Nuvole) e riduzioni sulle altre rassegne al Teatro dei Piccoli, nei musei e siti archeologici, sala Assoli e Teatro Karol.

 

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Il più furbo

dai 3 anni

>al Teatro dei Piccoli, Napoli

per il tempo libero sabato 30 marzo 2019 ore 11
per la scuola venerdì 29 marzo 2019 ore 9.30 e 11.30

Nel folto del bosco, un grande e cattivo Lupo affamato, incontra la piccola Cappuccetto Rosso e subito elabora (dopotutto lui è il più furbo) un diabolico piano per mangiarsela. Mentre si avvicina alla casa della nonna, pregusta già il pranzetto: sarà uno scherzo da ragazzi divorarsele entrambe… .
Sembra l’inizio della favola che tutti conosciamo, almeno finché il Lupo, non infila la rosa camicia da notte della nonna, ed esce di casa… rimanendo chiuso fuori! Così conciato e in attesa di elaborare un nuovo, geniale piano, al Lupo, non rimane che nascondersi nel bosco. Il lupo protagonista di questa storia, suscita una simpatia sincera perché a fronte della sua declamata presunzione “io sono il più furbo”, si dimostra, nei fatti, sgraziato e goffo.

Ridere di lui, in cui in fondo tutti ci possiamo riconoscere, è ridere di noi, e questo ci fasentire tutti più umani. Dalle disavventure di questo lupo usciamo con la gioiosa convinzione che la vita, nonostante tutto quello che ci può accadere, possa essere comunque un’avventura meravigliosa. Il più furbo, tratto da un libro di Mario Ramos, acclamato autore di libri illustrati per i piccoli, è un concentrato di leggerezza e d’ironia, che fa ridere e pensare piccoli e grandi.

 

una produzione Teatro Gioco Vita
liberamente tratto dall’opera di Mario Ramos
con Andrea Coppone; adattamento teatrale Enrica Carini, Fabrizio Montichi; regia e scene Fabrizio Montichi; sagome Nicoletta Garioni (dai disegni di Mario Ramos); musiche Paolo Codognola; coreografie Andrea Coppone; costumi Tania Fedeli; luci Anna Adorno; assistente alla regia Katja Gorečan; realizzazione sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari; realizzazione scene Sergio Bernasani

teatro d’ombre, d’attore e danza
45 minuti

 card LIBERI TUTTI
a 5 ingressi (€ 35) o a 10 ingressi (€ 60) a scelta tra tutti i titoli per il tempo libero del cartellone teatrale YOUNG
(prenotazione e preacquisto obbligatorio a Le Nuvole) e riduzioni sulle altre rassegne al Teatro dei Piccoli, nei musei e siti archeologici, sala Assoli e Teatro Karol.

 

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